La via processuale non è l’unica strada per raggiungere i tuoi obiettivi. Secondo la mia esperienza si va in tribunale solo se è concretamente la soluzione migliore per il tuo problema, altrimenti ritengo più vantaggioso cercare un accordo.
Puntare a un accordo significa dare la possibilità alle persone di parlarsi e così facendo di reinterpretare il proprio vissuto, di lasciarsi alle spalle quanto è stato e di spostare lo sguardo avanti, concentrandosi sulla soluzione.
Il primo appuntamento sarà importante per conoscersi. Cercherò di approfondire la tua situazione, aiutandoti a chiarire i tuoi obiettivi. Ti spiegherò il mio metodo, presentandoti un ampio ventaglio di percorsi alternativi che potrebbero essere meno costosi, più rapidi e meno stressanti rispetto al contenzioso in tribunale.
Vedremo quali opportunità tali percorsi offrono, quindi valuteremo se adottare una di queste modalità per affrontare assieme il tuo problema.

Se ti interessa, ecco una breve descrizione dei principali metodi di risoluzione alternativa delle controversie: la mediazione, la negoziazione assistita e la pratica collaborativa.
La mediazione
La mediazione è un procedimento in cui le parti, assistite dai loro avvocati nei casi di mediazione obbligatoria, si confrontano davanti ad un terzo imparziale, il mediatore, che le aiuta nella ricerca di un accordo per la composizione della controversia.
In origine era un procedimento volontario: dal 2010 il passaggio davanti al mediatore, prima di andare in Tribunale, è diventato obbligatorio per alcuni tipi di cause.

I vantaggi della mediazione sono:
La negoziazione assistita
Cos’è la negoziazione assistita? È un procedimento che ti consente di risolvere la controversia con l’altra parte in modo amichevole e diretto, sedendosi tutti attorno ad un tavolo, con l’assistenza degli avvocati che hanno il compito di guidare la negoziazione e certificare l’autenticità delle sottoscrizioni. Se sarai d’accordo nell’avviare un percorso di negoziazione, invierò alla controparte l’invito a stipulare la convenzione di negoziazione, indicando chiaramente l’oggetto della controversia per giungere alla soluzione del problema
La controparte che riceve l’invito può:
- accettarlo aderendo alla negoziazione;
- rifiutarlo e dare corso alla causa in tribunale;
- non rispondere e, dopo un periodo di 30 giorni, potrà aprirsi la causa.
Se la controparte accetta l’invito e quindi è d’accordo nel cercare di chiarire amichevolmente la controversia, stipuleremo una convenzione di negoziazione assistita indicando tra l’altro l’oggetto della controversia (non diritti disponibili né cause di lavoro) e la durata massima della procedura che non può essere inferiore a un mese o superiore a tre mesi (termine prorogabile di altri 30 giorni su accordo tra le parti). Ciò non significa automaticamente che la negoziazione assistita porti ad una conclusione positiva.
Può portare:
- a un esito negativo quando non si raggiunge un accordo. In questo caso gli avvocati devono redigere una dichiarazione di mancato accordo;
- a un esito positivo se si raggiunge un accordo. In tal caso l’accordo va sottoscritto dalle parti e dagli avvocati, è titolo esecutivo e per l’iscrizione dell’ipoteca.


Quali sono i vantaggi della negoziazione assistita?
I vantaggi sono analoghi a quelli della mediazione:
La pratica collaborativa
La pratica collaborativa è un altro metodo di risoluzione alternativa delle controversie, che prevede, oltre la parti e i loro avvocati, anche la partecipazione di altre figure come il “facilitatore della comunicazione” (psicologo) o il commercialista, importante per la sostenibilità fiscale di certe soluzioni.
È un metodo che si focalizza sulle persone e sui loro bisogni, consentendo di individuare soluzioni aderenti alle concrete necessità di ogni parte coinvolta. È un percorso che consente di affrontare gli aspetti sia legali, sia relazionali, sia economici in un clima di reciproca fiducia e trasparenza.
Tutti i professionisti coinvolti di fatto operano come terzi neutrali impegnati a raggiungere un accordo comune. Se decideremo di scegliere questa strada, il mio impegno naturalmente sarà volto a proteggere le tue richieste e necessità, ma avendo sempre ben chiaro l’obiettivo finale: trovare una soluzione che vada bene per tutti.
La pratica collaborativa prevede la sottoscrizione di un accordo di partecipazione con cui clienti e avvocati si impegnano a perseguire secondo buona fede, correttezza e trasparenza una soluzione concordata. Se la pratica collaborativa fallisce, gli avvocati coinvolti non potranno difendere il proprio assistito in un futuro contenzioso in tribunale.
Concentrati sulla soluzione del problema
Contattami per vedere se possiamo trovare una soluzione al tuo problema evitando lo stress e le difficoltà del contenzioso in tribunale avv. Laura Tedesco


“Ci si augura sempre di non dover arrivare a chiedere aiuto ad un avvocato, ma in questo caso l’alta professionalità, la disponibilità e l’umanità mi hanno permesso di vivere l’evento critico come un passaggio necessario e determinante. Ho ricevuto sempre spiegazioni chiare e precise delle conseguenze e sono stata messa nelle condizioni di decidere al meglio.
Grazie Avv. Laura Tedesco.”
Micaela Galliano
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Laura Tedesco
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