Quando il proprio coniuge muore per capire cosa accade dei soldi presenti nel conto corrente devi fare una prima distinzione relativamente all’intestazione del conto corrente
Il conto era cointestato con il coniuge in vita?
Cade in successione solo il 50% del saldo in quanto si presume che l’altro 50% competa al cointestatario.
Cosa farà la Banca quando il coniuge muore?
Dovrebbe bloccare l’operatività del conto solo sulla metà delle cifre depositate in conto consentendo al cointestatario di disporre liberamente del proprio 50%.
Il condizionale è d’obbligo poiché, talvolta, gli istituti di credito in via prudenziale congelano il conto nella sua totalità.
Lo fanno per mettersi al riparo da eventuali contestazioni degli altri eredi che, malgrado la cointestazione del conto, potrebbero sostenere che la totalità delle cifra depositata in conto apparteneva al defunto.
Il conto era intestato al solo coniuge defunto?
In questo caso per capire cosa cade in successione occorre verificare quale fosse il regime patrimoniale della famiglia. In particolare:
- Se i coniugi erano in separazione dei beni in successione andrà il 100% del saldo attivo del conto
- Invece se i coniugi erano in comunione dei beni occorre verificare come veniva alimentato quel conto.
In sostanza occorrerà ricostruire da dove venivano i soldi ivi depositati per comprendere se operi la comunione de residuo. In tale ultimo caso nella denuncia di successione andrà solo il 50% del saldo attivo poiché l’altra metà apparterrà all’altro coniuge ai sensi dell’art. 177 c.c.
Cosa farà la Banca con il conto intestato al solo coniuge defunto?
Congelerà il conto nella sua totalità in quanto intestato al solo defunto sino alla registrazione della denuncia di successione.
Poi provvederà all’accredito delle somme secondo quanto indicato da tutti gli eredi chiamati a sottoscrivere una dichiarazione per liberare la banca da ogni responsabilità.
Cosa farà l’Agenzia delle Entrate quando il coniuge muore?
L’agenzia delle Entrate verifica quanto dichiarato dagli eredi nella denuncia di successione. Infatti i valori ivi indicati costituiscono la base imponibile su cui calcolare l’eventuale imposta di successione.
Nel caso di conto cointestato opera la presunzione di comproprietà. Quindi l’indicazione in denuncia di successione della sola quota del saldo attivo non genera alcun problema di ulteriore accertamento.
Diversa è la questione nel caso di conto intestato al solo defunto caduto in comunione de residuo
La giurisprudenza tributaria riconosce che cade in successione solo il 50% delle somme, questo è l’orientamento. Ma secondo l’Amministrazione Finanziaria con l’intestazione ad un solo coniuge c’è l’apparenza giuridica che si tratti di un bene personale, e dunque sottratto alla comunione de residuo. Quindi dette somme concorreranno alla formazione dell’attivo ereditario per intero ed andranno indicate al 100%.
È fatta salva la prova contraria che è a carico del contribuente.
Volendo far valere in sede successoria la comunione de residuo, è opportuno che gli eredi dispongano di tutta la documentazione idonea a provare, in sede di un eventuale contenzioso con l’Agenzia delle Entrate, che il conto è stato movimentato con beni che rientrano nella comunione legale. Si pensi ad esempio a quei casi di conto cointestato in cui la moglie è casalinga ed il marito, defunto, era l’unico percettore di reddito e faceva confluire i suoi stipendi direttamente sul conto cointestato.

Il mio primo impegno è quello di ascoltare, comprendere e creare un rapporto di fiducia, che si alimenta anche dalla consapevolezza delle conoscenze e dell’esperienza che posso offrire.

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